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di Antonio Ferraro e Francesco Piobbichi
Tra pochi giorni si aprono le scuole e migliaia di famiglie si troveranno ad affrontare una grossa spesa per l’acquisto di libri e di materiale scolastico. Una spesa che, come ci dicono le maggiori associazioni dei consumatori, è aumentata anche quest’anno. Zaini, astucci e diari sono rincarati anche del 16% rispetto al 2008, mentre il costo dei libri di testo registra un aumento del 3-5 %. Se a questo dato aggiungiamo il mancato rispetto da parte di molte scuole dei tetti fissati dal ministero (il costo dei libri adottati può arrivare a 500 euro per un primo anno di superiore) e la fase di crisi economica in cui ci troviamo, il quadro diviene ancora più pesante per le tasche delle famiglie. Un aiuto concreto è certamente rappresentato dal mercato del libro usato, che negli ultimi anni ha visto una crescita progressiva, soprattutto nei grandi centri urbani. In questo periodo a Roma, Napoli, Milano siamo ormai abituati a vedere queste lunghe file di persone che vendono e acquistano libri usati. Una scelta sempre più necessaria e conveniente, ostacolata solo dalle nuove edizioni, a volte adottate senza validi motivi dagli insegnanti per soddisfare gli appetiti delle grandi case editrici. Nuove edizioni che, non di rado, cambiano solo nell’ordine di pagine o nell’aspetto grafico rispetto alle “vecchie”, con l’unico effetto di privare le famiglie della possibilità di reperirle usate.
Rifondazione Comunista fa la sua parte organizzando mercatini del libro usato in diverse città italiane. Alcuni di questi esistono da anni, come quello di Acireale o di Pescara, altri sono appena nati come quello di Bari o di Roma; ma tutti da quest’anno fanno parte della rete nazionale “Libri Liberi” che nasce come percorso del Partito Sociale sul tema del carovita. Una rete che tende a favorire lo scambio di buone pratiche in questo campo, valorizzando le esperienze efficaci e replicandole in altri contesti. In un contesto sociale in cui molte famiglie nei prossimi mesi non arriveranno a fine mese, risposte di questo tipo, seppur parziali, ma date nel vivo dei bisogni, sono gli elementi per ricostruire la nostra utilità sociale. Siamo all’inizio di questo percorso, ma già possiamo affermare che rappresenta una prassi efficace sia nell’ambito della lotta al caro-libri che in quello dell’autofinanziamento di gruppi di compagni per sostenere il lavoro politico territoriale. Infatti, i mercatini di Libri Liberi, adottando percentuali vantaggiose sia per l’acquisto (45% circa) che per la vendita (50%), riescono ad offrire un servizio che i “classici” mercatini non offrono (25-30% per l’acquisto e 65-70% per la vendita). In questo modo gli studenti e le famiglie hanno un vantaggio palpabile e sono in grado di ridurre, vendendo ed acquistando, la spesa in maniera significativa (fino anche all’80%). La percentuale di scarto (circa 5%) tra vendita ed acquisto va ad alimentare un fondo di autofinanziamento, che può essere reinvestito in iniziative analoghe per il diritto allo studio per tutte e per tutti. Sul sito del Partito Sociale (www.partitosociale.org) abbiamo aperto una sezione specifica, in cui si possono trovare le diverse esperienze raccontate dai protagonisti e un vademecum che spiega in maniera chiara come “fare” un mercatino del libro usato nella propria città. |